Breve storia della pipa nel varesotto
Le prime pipe in legno italiane, di cui è rimasta traccia, appaiono nel 1850 al mercato del Sacro Monte di Varese. Erano state prodotte, nelle vicinanze, dalla famiglia Piotti e vedevano l'uso di legno di bosso, pero, melo e ciliegio con bocchini in corno di bue.
Nel 1886 il milanese Ferdinando Rossi, che già commerciava pipe e articoli per fumatori nel capoluogo lombardo, dopo un viaggio in Francia, apre a Barasso (Varese) - nella stessa sede dei Piotti - la prima "fabbrica" italiana di pipe.
La Rossi, dagli iniziali 20 operai, arriverà nel periodo 1936/42 ad occuparne 800, producendo circa 80.000 pipe al giorno, diventando il maggior produttore di pipe al mondo.
Dal successo e dalla "scuola" Rossi nascono, nelle vicinanze, altri produttori; nel 1910 nasce Santambrogio (Gavirate), Lana/Tagliabue (Gallarate) e Carati (Groppello), seguiti nel 1911 da Rovera (Gavirate).
Nel 1929 nasce Talamona (Gavirate) e nel 1931 Ettore Carcano (successivamente Artigian Radica).
Per soddisfare le sempre più esigenti richieste del mercato, e si parla ancora di business più che di qualità, nel 1945 nascono Gasparini, Buzzi & Savinelli (che diventerà Brebbia), Crugnola a Barasso (che produce in esclusiva per il negozio P. Carati a Milano, successivamente Al Pascià) e i fratelli Nino e Lorenzo Tagliabue a Oltrona (che diventerà Lorenzo).
erb/MpcBuletin Luglio '02