...a cura di:

PipABC:

A.2 . spessore

Lo spessore del camino deve essere perfettamente regolare ed uniforme. Nei modelli classici (soprattutto i capostipiti) è un requisito fondamentale al punto tale che i committenti/distributori impongono ai produttori un capitolato dalle tolleranze millimetriche; cosa che - di fatto - porta all'uso di torni meccanici.


Occorre valutare lo spessore al centro del fornello, dove la combustione raggiunge l'apice, e non al vertice della testa. Un metodo rudimentale, ma efficace, per verificare il maggior spessore nella parte centrale è, al tatto, quello di infilare il dito indice nel fornello facendo combaciare il pollice sull'esterno.
E' ovvio che maggiore è lo spessore delle pareti minore è il surriscaldamento del camino; altrettanto ovvio il maggior peso della pipa.
L'MPQ, com'è noto, non è favorevole alla valutazione dimensionale e quotata della pipa (caratteristiche invece obbligatorie per i produttori industriali, di serie) e un artigiano, come dice Luigi Radice, "fa e vende pipe, non salami... un tot al chilo, un tot al metro...".
E' altrettanto vero che una radica correttamente stagionata, anche con un buon spessore, conserva "leggerezza".
Ricordando che il peso specifico del metacrilato (v. bocchino) è superiore a quello della radica, suggeriamo un altro test empirico: il peso di una buona pipa in mano, deve essere inferiore a quello che suggeriva la stima dell'impatto visivo.
In ogni caso, stando alle regole classiche, una buona pipa dal fornello medio, lunga tra i 13 e i 15 cm., può pesare tra i 35 e i 50 grammi.



MPCbuletin

Homepage