
I miei personaggi
Di Vittorio Giardino
“Il primo fu Sam Pezzo. Lo
incontrai nel 1978, a Bologna. Erano anni duri, quelli, e qualche volta
Sam aveva addosso un leggero odore di lacrimogeni. In quei giorni, era
normale. Io disegnavo le storie che lui mi raccontava e la faccenda
andò avanti, fra alti e bassi, fino al 1983. Avevo conosciuto Fridman
e, dopo poco, Sam Pezzo se ne andò. Forse pensò di essere stato
scavalcato o forse era solo stanco. Da allora non ho più saputo nulla
di lui, ma spero che non mi serbi rancore. Gli devo molto”.
“Nel
1982 avevo conosciuto Max Fridman. Fu lui ad allargare i miei
orizzonti, a parlarmi di luoghi lontani come Budapest o Istanbul e ad
incantarmi con i suoi ricordi. Cominciai a scrivere le sue avventure e,
dopo poco, Sam Pezzo se ne andò. Il rapporto con Fridman, invece,
continua ancora oggi. Ogni tanto ci troviamo, di solito in un caffè, e
lui mi racconta un’altra storia. Ma non è facile, devo pregarlo a lungo
perché parli. In realtà, è un tipo piuttosto silenzioso e per niente
curioso, non fa mai domande”.
“Nel 1984
avevo avuto una breve avventura con una ragazza deliziosa, Little Ego.
Me l’aveva presentata Winsor Mc Cay. Innocente e perversa allo stesso
tempo, faceva continuamente sogni erotici e me li raccontava
imbarazzata. Era una grande sognatrice e ancora oggi non posso
ripensare a lei senza turbamento.
Certo Fridman dovette accorgersi di qualcosa di strano in me, ma
non mi chiese mai nulla. Invece, quando gli parlai di Jonas Fink,
mostrò un vivo interesse. Conosceva dei Fink, ma abitavano ad Anversa,
mentre Jonas veniva da Praga”.
“Avevo
incontrato Jonas Fink dopo la caduta del Muro di Berlino. Non fu per
caso se lo conobbi in una biblioteca: sia lui che io abbiamo una vera
passione per i libri. Fu lui a spiegarmi come si viveva a Praga sotto
la “Dittatura del Proletariato”. Cominciò a raccontarmi la sua vita,
che io ho disegnato fedelmente, ma a un certo punto inspiegabilmente se
n’è andato e ha lasciato la storia a metà. Spero che ritorni presto per
finire il suo racconto. Io lo aspetto con ansia”.
Oltre a
copertine per riviste, inserti, libri e opuscoli vari, Giardino ha
realizzato un nutrito numero di manifesti ("Ma se dovessimo descrivere
anche questi - si schernisce l'autore -, non finiremmo più").
E, per finire, le donne di Vittorio
Giardino.
Immagini riprodotte per gentile concessione dell'autore e della
casa
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